COOPERATIVA SOCIALE IL MOSAICO ONLUS
 
 
   
 



Il Progetto si sviluppa su una serie d "Azioni": clicca sull'azione corrispondente per vederne il dettaglio

Azione 1 Regia e coordinamento
Azione 2 Percorsi individualizzati: sostegno psicologico e sociale
Azione 3 Sostegno igienico/sanitario
Azione 4 Predisposizione di appartamenti di housing sociale
Azione 5 Istituzione di un tavolo per la stesura di protocolli comuni, di criteri per la distribuzione dei beni di prima necessità, creazione di un fondo per l’acquisto di beni di prima necessità
Azione 6 Avvio di borse lavoro e supporti per la gestione dei figli
Azione 7/8 Potenziamento spazio gioco e asili nido (realizzazione interventi individualizzati di custodia)
Azione 9 Interventi di sostegno alla puerpera “Maternage”

Azione 1

Regia e coordinamento
  Viste le numerose realtà coinvolte nella realizzazione del progetto si rende necessario un coordinamento unico.che dovrà rispondere della
complessità di azioni e risposte a favore della popolazione target. Si rende necessario promuovere uno stretto raccordo con le realtà
istituzionali e con i diversi nodi del tessuto sociale, per riuscire ad offrire alle persone che verranno prese in carica
  Attività 1
  La cabina di regia è composta dal coordinatore di Progetto della Cooperativa Sociale La Vela e da un rappresentante per
ciascuna cooperativa e partner (“Il Mosaico”, “Impronta”, “Gaia”, e le Caritas zonali) con il compito di creare la rete al fine
di costruire un quadro chiaro e completo di risposte.
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Azione 2

Percorsi individualizzati: sostegno psicologico e sociale

 

Buona parte delle famiglie in difficoltà destinatarie degli interventi sono famiglie migranti, che proprio per questa condizione particolare
necessitano di strumenti idonei.
Due tipologie di sostegno nell’incontro e nella a relazione con i migranti sono la mediazione linguistico culturale e il counseling
interculturale/etnoclinico.
Uno degli scopi dell’intervento del mediatore linguistico culturale è quello di rendere meno traumatico l’impatto tra operatori professionali e
cittadini stranieri, in quanto appartenendo questi ultimi ad altra lingua e cultura incontrano inevitabili difficoltà nel descrivere il loro malessere psico-fisico e sociale, rendendo più complessa la lettura del problema.

La situazione di sofferenza in cui spesso si può trovare una donna migrante può nascere da una situazione di profonda solitudine dovuta perlopiù
dalla mancanza della rete  parentale, da processo migratorio spesso subito, dalla necessità di dover ricostruire relazioni affettive interrotte per
lungo tempo, da una separazione dalle proprie radici. Per tutte queste ragioni può essere difficile per lei riconoscere nel nuovo ambiente socio
culturale i propri riferimenti in merito al suo essere donna, moglie, madre creando delle importanti situazioni di disagio che necessitano di un
sostegno specialistico da parte di una specifica figurale professionale quale è il counselor interculturale/etnoclinico.

  Attività 1
 

Le ore di mediazione interculturale a disposizione dei vari servizi territoriali sono state usate:

    • Mediazione culturale e linguistica presso i servizi socio sanitari del territorio
    • Accompagnamento di alcune mamme in particolare difficoltà in relazione con i servizi del territorio
    • Somministrazione dei questionari all’interno dei consultori
 

Attività 2

 

Sono stati avviati e conclusi 8 percorsi di counselig per neomamme migranti segnalate dagli operatori dei servizi territoriali.
È stato attivato anche un gruppo di lavoro di scambio e di sostegno con neomamme migranti.
Gli incontri si sono svolti a domicilio e nelle strutture richiedenti

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Azione 3

Sostegno igienico/sanitario

 

Consulenza pediatrica e formazione in materia igienico/sanitaria presso i nidi e gli spazi gioco del territorio in ore serali e tardo pomeridiane, attraverso colloqui individuali e incontri di formazione e di prevenzione
La consulenza pediatrica e la formazione in ambito preventivo/sanitario, in carico al medico-pediatra si è svolta presso gli asili nido e gli spazi gioco dell’Alta Valle. Il pediatra si è inserito in questi spazi nelle ore serali e tardo pomeridiane a seconda delle esigenze espresse dalle madri. Anche questo servizio ha continuato a garantire flessibilità nella gestione sia dei tempi che delle modalità di erogazione della consulenza.

Questa attività ha promosso una maggiore conoscenza di tematiche igienico sanitarie e preventive e, grazie alla disponibilità differenziata di orario del pediatra ha permesso una maggiore partecipazione delle donne
  Attività 1
 

Conoscenza, ascolto e rilevazione dei bisogni in materia igienico/sanitaria con gli operatori dei servizi alla prima infanzia
Incontri di formazione prevenzione presso asili nido e spazi gioco della Valle Trompia.
I fruitori del servizio di consulenza pediatrica sono stati circa n.60 (sessanta).
Le tematiche affrontate durante gli incontri sono state frutto di una preliminare condivisione con gli operatori dei singoli servizi e sono state le seguenti:

    • Allattamento – svezzamento
    • Pannolino: quando e come toglierlo
    • Succhiotto sì succhiotto no: quando e come toglierlo
    • Disturbi del sonno
    • Allarme febbre (influenza suina: come riconoscerla e curarla)- prime malattie-dentizione…
    • Distacco dalla figura di riferimento
 

Attività 2

 

Consulenza individuale: per alcune famiglie (n.2) il pediatra ha prestato opera di consulenza individualizzata all’interno di alcuni nidi a seguito della segnalazione fatta dagli operatori del servizio. Le attività sopra descritte si sono svolte prevalentemente di sera o nel tardo pomeriggio. Durante gli incontri i bambini sono stati accuditi da volontari e da operatrici dei servizi.
Questa attività ha promosso una maggiore conoscenza di tematiche igienico sanitarie e preventive e, grazie alla disponibilità differenziata di orario del pediatra ha permesso una maggiore partecipazione delle donne

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Azione 4

Predisposizione di appartamenti di housing sociale

 

L’esperienza delle realtà che gestiscono abitazioni destinate all’housing sociale o al pronto intervento, evidenzia l’incremento di un bisogno abitativo di donne in situazione di disagio, senza rete parentale e a rischio di esclusione a causa non solo di condizioni economiche precarie ma anche per separazioni coniugali. Può capitare che a queste situazioni si aggiunga anche la condizione di gravidanza che potrebbe rendere difficile l’accettazione di tale evento (IVG) e la sua gestione

  Attività 1
 

Collocamento mirato di donne sole in situazioni abitative “protette”. Questa attività è stata espletata attraverso gli enti partner: “Associazione di volontariato Ruth” e cooperativa “Il Mosaico” e  “Casa Ozanam”.Gli interventi hanno previsto l’affiancamento educativo per supportare le donne inserite nei percorsi per l’autonomia e reinserimento lavorativo post gravidanza. 4 donne

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Azione 5

Istituzione di un tavolo per la stesura di protocolli comuni, di criteri per la distribuzione dei beni di prima necessità, creazione di un fondo per l’acquisto di beni di prima necessità

 

Sul territorio della Valle Trompia, oltre ai servizi pubblici preposti, sono molte le realtà che raccolgono il bisogno di famiglie in situazione di disagio e che offrono risposte diversificate sia nel volontariato che nel privato sociale. Si ritiene per questo importante creare relazioni tra i vari soggetti per ottimizzare il servizio nelle varie realtà.
Creazione di un fondo comune per l’acquisto di beni di prima necessità

  Attività 1
 

Distribuzione pacchi di prima necessità.
Le Caritas zonali  hanno avuto un ruolo centrale nella preparazione e distribuzione dei beni di prima necessità. Alcune famiglie anche dopo la fine della somministrazione dei pacchi viveri hanno continuato a fare riferimento alle sedi Caritas per i vari bisogni.

 

Attività 2

 

Raccolta e distribuzione beni di prima necessità (corredi, carozzine etc) svolta dai volontari delle cooperative coinvolte.

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Azione 6

Avvio di borse lavoro e supporti per la gestione dei figli

 

L’azione è rivolta a madri in condizioni di disadattamento e svantaggio socio culturale per permettere di apprendere i prerequisiti necessari a sostenere un ruolo lavorativo per un possibile inserimento effettivo nel mondo del lavoro, con un supporto per la collocazione del figlio.
La crisi del mondo produttivo, risentita anche a livello territoriale di competenza ha impedito l’utilizzo dei contesti lavorativi locali e i percorsi classici dell’inserimento lavorativo e ha orientato l’equipe di progetto a sperimentare il supporto attraverso lo strumento della borsa lavoro, su un protocollo condiviso di presa in carico integrata.

  Attività 1
 

In base alle esperienze professionali della persona candidata alla borsa lavoro si è cercata la realtà territoriale più idonea ad coinvolgere la mamma nell’attività lavorativa; monitoraggio in itinere dell’attività lavorativa

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Azione 7/8

Potenziamento spazio gioco e asili nido (realizzazione interventi individualizzati di custodia)

 

Le madri, sia italiane che straniere, si trovano sole nell’accudimento dei figli per l’impossibilità di avvalersi dell’aiuto dei propri famigliari o perché prive di una rete famigliare di sostegno, restando spesso l’unica figura di riferimento per il proprio figlio. Emerge come conseguenza il bisogno di trovare un sostegno nei riferimenti educativi offerti dal territorio di appartenenza. Nel caso di madri lavoratrici, spesso sole, il bisogno nasce non solo dalla necessità di figure di riferimento educative ma soprattutto dal bisogno di  custodia del proprio bimbo in orario lavorativo, in ulteriore difficoltà perché i costi dell’asilo nido non sono alla loro portata economica.

  Attività 1
 

Accoglienza all’interno degli spazi gioco, in orari differenziati, di mamme sole senza rete parentale e amicale

  Attività 2
 

Possibilità per madri lavoratrici di un migliore accesso all’asilo nido tramite orari diversificati e personalizzati

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Azione 9

INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLA PUERPERA “Maternage”

 

Gli interventi attivati attraverso questa azione si sono fondamentalmente occupati di supportare le neo mamme nell’accoglimento dei bisogni primari dei propri figli, ma soprattutto hanno inteso avvicinare queste donne ai servizi e alla rete del contesto di vita, per facilitare in loro, una volta venuta meno l’emergenza, la capacità di utilizzare le risorse ritrovabili nel territorio.
Gli interventi sono  mirati sia al supporto nell’accudimento dei bambini (soprattutto nelle situazioni di parti gemellari), sia nella relazione madre-bambino, sia nell’inserimento sociale del bambino  e del suo nucleo nel contesto territoriale attraverso l’attivazione delle realtà associative e ricreative presenti nei loro Comuni di residenza.
Gli interventi di sostegno e supporto  effettuati sono di seguito riportati:
Tre mamme migranti sole al primo figlio;

    • Una giovane mamma migrante sola con problematiche psicologiche al primo figlio;
    • Una mamma migrante rimasta vedova alla nascita del primo figlio;
    • Una mamma migrante con parto gemellare;
    • Una mamma migrante con parto trigemino;
    • Una mamma migrante al quinto figlio;
    • Una mamma migrante al terzo figlio di cui uno artistico;
    • Una mamma migrante con patologia psichiatrica al secondo figlio;
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